17 Mayıs 2016 Salı

Introduzione

Introduzione

L'idea della evoluzione, che i materialisti sin dai tempi della Antica Grecia hanno usato per spiegare l'origine della vita, ha fatto il suo ingresso nel mondo della scienza nel diciannovesimo secolo con il libro di Darwin Sull'Origine delle Specie. Quelli che hanno sostenuto la filosofia materialista, la quale ha goduto di una enorme crescita durante il diciannovesimo secolo, hanno adottato la teoria dell'evoluzione come la risposta alla domanda su come è iniziata la vita, senza però esaminarne i fondamenti scientifici.
20 secolo
Le scoperte scientifiche dalla seconda metà del 20° secolo iniziarono a preparare il collasso della teoria dell'evoluzione.
A parte il fatto di aver fatto illazioni basate solo su un certo numero di rilevazioni biologiche, il libro di Darwin non offrì alcuna prova scientifica della sua teoria, rimandando la prova di quanto asseriva ad un secondo momento. In particolare, suggerì che i fossili che lui si aspettava avrebbero confermato la sua teoria si sarebbero alla fine scoperti.
La teoria dell'evoluzione, entusiasticamente accettata, malgrado la sua debolezza scientifica, da chi non voleva riconoscere l'evento della Creazione, dominò in breve tempo il mondo della scienza. Dalle riviste scientifiche fino ai libri di testo scolastici, la teoria dell'evoluzione fu raffigurata come se fosse stata provata scientificamente, e come se fosse l'unica spiegazione valida dell'origine della vita. Quegli scienziati che fecero notare gli errori e le illogicità insite nella teoria furono o messi a tacere con minacce alla loro carriera, oppure accusati di essere dogmatici o antiscientifici. I fautori delle ideologie materialiste hanno imposto per 150 anni la teoria dell'evoluzione su interi sistemi pedagogici e sulla comune cultura, malgrado non avessero alcuna prova a sostegno di tale teoria, ed impiegando solo metodi propagandistici.
Dalla seconda metà del ventesimo secolo in poi, però, diventò sempre più problematica la posizione privilegiata goduta dalla teoria dell'evoluzione nella comunità scientifica. Studi ed esperimenti condotti in una rilevante quantità di discipline scientifiche, dalla paleontologia alla biologia, e dalla anatomia alla genetica, portarono a risultanze che confutavano tale teoria. Trovatisi a dover fronteggiare queste nuove risultanze scientifiche, gli evoluzionisti furono costretti, con la loro teoria, a porsi sulla difensiva.
Per l'inizio del ventunesimo secolo, la teoria dell'evoluzione era diventata il soggetto di estesi dibattiti in tutto il mondo. Aveva perso in gran parte il prestigio di cui godeva in precedenza, ed in molti ambienti se ne aspettava il completo collasso a breve.
Le riviste scientifiche più rinomate al mondo, come Nature, New Scientist, Science and Scientific American cominciarono ad inserire spesso, nel contenuto dei loro articoli, dei seri dubbi sulla teoria dell' evoluzione.
Ma cosa erano, allora, queste risultanze che avevano portato all'improvviso indebolimento della teoria dell'evoluzione? Possono essere raggruppate in tre categorie di base:
  1. Sempre più spesso, i biologi si sono resi conto che gli organismi viventi consistono in strutture estremamente complesse. È stato dimostrato che le proteine, il DNA e le cellule, sono tutte di una irriducibile complessità, e che non possono aver avuto origine per caso, come la teoria dell' evoluzione ha invece sostenuto originalmente. E questa impossibilità è stata anche dimostrata matematicamente.
  2. È ormai accettato da tutti che la selezione naturale e la mutazione, da tanto tempo proposte come i congegni dell' evoluzione, non hanno il potere di far evolvere le specie viventi. La selezione naturale può estromettere individui deboli o malati, ma non porta alcuna nuova informazione genetica agli organismi viventi, e la mutazione può solo danneggiare la già esistente informazione genetica.
  3. Le forme di vita transitorie, che gli evoluzionisti si aspettavano di trovare nella documentazione sui fossili – e che potevano essere considerate come prova che le specie si fossero evolute una dall'altra – non sono state trovate. I fossili comparvero d'un tratto, e con tutte le loro complete e particolari sembianze, e la documentazione sui fossili dimostra che nessuna specie si è evoluta grazie ad un processo di cambiamento graduale che abbia poi portato alla sua definitiva scomparsa.
Questo libro tratta il terzo di questi sviluppi scientifici che hanno sradicato la teoria dell' evoluzione – la documentazione sui fossili.
E prima di andare oltre, è necessario che venga sottolineato il fatto che l'assenza di forme di vita transitorie nella documentazione sui fossili è già di per sé sufficiente a scardinare l'intera teoria dell'evoluzione. Charles Darwin, il fondatore della teoria, ha d'altronde dovuto ammettere questa circostanza! Dopo aver fatto indagini sull'assenza delle forme di vita transitorie egli scrisse che "questa, è forse la più ovvia e più grave obiezione che si può far valere contro la mia teoria." 1
Ed oggi, proprio una delle principali obiezioni alla teoria dell'evoluzione di Darwin concerne la documentazione sui fossili. Perfino tra gli evoluzionisti, vi è una intensa disputa su come interpretare tale documentazione. Origine importante delle prove scientifiche riguardanti la storia della natura, i fossili confutano palesemente la teoria dell'evoluzione, e dimostrano che la vita sulla Terra apparve d'un tratto, senza alcun precedente processo evolutivo e cioè – in altre parole, che le forme di vita furono create.

Notes

1.Charles Darwin (ed. J. W. Burrow), The Origin of Species (L'Origine delle Specie), Penguin Books, Electronic Edition (2001), p. 292. 

Forme Di Vita Transitorie Che Non Sono Mai Esistite

Forme Di Vita Transitorie Che Non Sono Mai Esistite

Se un processo di evoluzione avesse veramente avuto luogo sulla Terra, e tutte le specie viventi fossero discendenti davvero da un singolo comune progenitore, allora una qualche chiara prova di ciò si sarebbe dovuta scoprire nella documentazione sui fossili. Il ben noto zoologo francese Pierre Grassé dice:
I naturalisti si devono ricordare che il processo evolutivo può essere svelato solo a mezzo delle forme fossili … e che solo la paleontologia può fornir loro le prove della evoluzione e palesare il suo corso o i suoi congegni. 2
Per comprendere perché deve essere così, dobbiamo soffermarci brevemente sulla affermazione fondamentale della teoria dell'evoluzione: che tutti gli esseri viventi sono discendenti l'uno dall'altro. Un organismo vivente, che precedentemente abbia avuto origine solo per un caso fortuito, si è trasformato gradualmente in un altro organismo, con tutte le specie conseguenti aventi origine – o che si sono evolute – allo stesso modo. Secondo questa affermazione certamente non scientifica, tutti i vegetali, gli animali, i funghi ed i batteri hanno avuto origine così. I cento e più differenti ceppi animali (ivi incluse categorie essenziali come i molluschi, gli atropodi, i vermi e le spugne) discendono tutti da un singolo comune progenitore. Ed ancora secondo tale teoria, gli invertebrati di questo tipo, nel corso del tempo e per le sollecitazioni della selezione naturale, si sono trasformati gradualmente in pesci, poi sono diventati degli anfibi, che a loro volta sono diventati dei rettili. Qualche rettile dopo è diventato un uccello, ed altri invece dei mammiferi.
La teoria evoluzionistica sostiene che questa transizione ha avuto luogo gradualmente nel corso di miliardi di anni. Ma se così fosse stato, allora innumerevoli forme di transizione avrebbero dovuto venire alla luce ed avrebbero lasciato qualche traccia della loro esistenza, durante questo lunghissimo periodo.
Creature mezzo-pesce, mezzo-anfibie, che avevano ancora caratteristiche simili ai pesci nonostante avessero acquisito quattro gambe e polmoni, sarebbero vissute nel passato. In alternativa, rettili-uccello che avevano conservato delle sembianze di rettile, ma che ne avevano anche acquisito alcune aviarie, dovrebbero essere esistiti. Poiché queste specie sarebbero state parte di un processo transitorio, esse avrebbero anche dovuto presentare imperfezioni, o addirittura essere deformi. Ad esempio, le zampe anteriori di un rettile transitorio avrebbero dovuto sempre più somigliare a delle ali d'uccello, ad ogni successiva generazione. Ma allora durante il corso di centinaia di generazioni, questa creatura non avrebbe avuto né zampe anteriori completamente funzionali né ali atte al volo – in altri termini avrebbe dovuto esistere in una forma imperfetta e disabile. Queste astratte creature, che gli evoluzionisti credono debbano aver vissuto nel passato, sono conosciute come forme transitorie.
Charles Darwin
Charles Darwin
Se creature di quel tipo fossero veramente esistite nel remoto passato, allora ve ne sarebbero state milioni, o addirittura miliardi, e sarebbe oggi possibile trovare i fossili dei loro resti in giro per tutto il mondo. Darwin accettò la logica di ciò, e lui stesso affermò le ragioni per le quali vi sarebbe dovuto essere un gran numero di forme transitorie:
Secondo la teoria della selezione naturale tutte le specie viventi sono state collegate con le specie genitrici di ogni gene, con differenze non più grandi di quelle che si vedono tra le varietà naturali e domestiche delle stesse specie al giorno d'oggi; e queste specie genitrici, adesso in generale estinte, sono state a loro volta collegate in modo simile con forme più antiche; e così via a ritroso, sempre convergendo verso il comune progenitore di ogni grande classe. 3
Quello a cui Darwin si riferisce è che a prescindere di quanto piccola sia la differenza che può esservi tra le specie oggi viventi – tra un pastore tedesco di razza, con pedigree, ed un lupo, ad esempio – ogni differenza tra progenitori e discendenti, che si afferma sia stata acquisita in sequenza uno dall'altro, deve necessariamente essere ugualmente di poco conto.
In quel caso, se l'evoluzione avesse veramente avuto luogo come afferma Darwin, allora l'evoluzione avrebbe fatto dei progressi con piccolissimi e graduali cambiamenti. Delle alterazioni reali, in un essere vivente sottoposto alla mutazione, avrebbero potuto essere solo molto piccole. Milioni di piccoli, minuscoli cambiamenti avrebbero dovuto interagire nel corso di milioni di anni affinché le zampe divenissero ali funzionali, le branchie polmoni capaci di respirare l'aria, o le pinne piedi capaci di correre sul suolo. E questo processo avrebbe dovuto dar luogo a milioni di forme transitorie. Darwin stesso arrivò a queste conclusioni nella scia della sua affermazione:
In modo che la quantità di connessioni intermedie e transitorie tra le specie viventi e quelle estinte, deve essere stata in concepibilmente grande. 4
Darwin ha espresso lo stesso punto di vista in altre parti del suo libro:
Se la mia teoria fosse vera, innumerevoli varietà intermedie, unendo strettamente insieme tutte le specie dello stesso gruppo, dovrebbero sicuramente essere esistite … Di conseguenza le prove della loro precedente esistenza si potrebbero trovare solo tra i loro resti fossili, che si sono conservati, come cercheremo di dimostrare in un capitolo più avanti, in modo estremamente imperfetto ed intermittente. 5
Darwin comunque era ben conscio che nessun fossile di tali collegamenti transitori era stato mai trovato. Egli considerò questo come un maggiore intoppo per la sua teoria. Pertanto, nel capitolo "Difficoltà della teoria" del suo libro Sulla Origine delle Specie, egli scrisse quanto segue:
Ma giusto in proporzione a come questo processo di sterminio ha agito in dimensioni enormi, così deve essere veramente enorme il numero di varietà intermedie esistite in precedenza sulla terra. Ma allora perché ogni formazione geologica ed ogni strato non è pieno di tali forme transitorie? La geologia sicuramente non rivela alcuna tale finemente graduata catena organica; e questa, forse, è la più ovvia e preoccupante obiezione che può essere mossa contro la mia teoria. 6
Fossili
1. colonna: I Fossili Di Creature Perfette
2. colonna: I Fossili Delle Forme Transitorie Che Non Sono Mai Esistite Eccetto Che Nei Sogni Degli Evoluzionisti
3. colonna: I Fossili Di Creature Perfette
Se la teoria dell'evoluzione fosse corretta, allora nella documentazione sui fossili vi sarebbero dovuti essere fossili di strane creature, del tipo qui descritto, formate a metà, con tratti distintivi appartenenti a due specie differenti. Ma neanche una di tali creature è stata mai trovata nella documentazione sui fossili.
Al cospetto di questo consistente dilemma, la sola spiegazione che Darwin offrì fu l'insufficienza della documentazione sui fossili disponibile ai suoi tempi. Egli continuò ad insistere che le forme transitorie mancanti sarebbero inevitabilmente apparse, una volta che la documentazione fosse stata completata e dettagliatamente esaminata.
La ricerca di fossili portata avanti negli ultimi 150 anni, però, ha rivelato che le aspettative di Darwin – e degli evoluzionisti che lo seguirono – non avevano fondamento. Neanche un singolo fossile di una qualsiasi forma transitoria è stato mai trovato. Fino ad oggi, vi sono circa 100 milioni di fossili, conservati in migliaia di musei e collezioni. Tutti sono fossili dei resti di specie completamente sviluppate, con i loro aspetti tipici particolari, che si differenziano da tutte le altre specie per le loro definite, stabili caratteristiche. Fossili di mezzi-pesci, mezzi anfibi; mezzi-dinosauri, mezzi-uccelli; e di mezze-scimmie, mezzi-umani; con tanta sicurezza e certezza preannunciati dagli evoluzionisti, non se ne sono mai visti.
Fossili museum

worm
Sebbene nella documentazione sui fossili sia presente un gran numero di cose viventi che esistevano miliardi di anni fa, dai batteri alle formiche, e dalle foglie agli uccelli, non è stato mai scoperto nemmeno un singolo fossile di una immaginaria forma transitoria.
Malgrado sia un evoluzionista, Steven M. Stabley della Università John Hopkins ammette quanto segue:
La documentazione sui fossili conosciuta non è, e non lo è mai stata, in accordo con il gradualismo … Alcuni moderni paleontologi sembra che abbiano riconosciuto ciò nello scorso secolo, come lo storico biologo William Coleman ha scritto di recente, "La maggioranza dei paleontologi ha avuto il sentore che le loro prove semplicemente contraddicono l'insistenza di Darwin sull'esistenza di minuscoli, lenti e cumulativi cambiamenti che hanno portato alla trasformazione delle specie." Nel prossimo capitolo descriverò non solo quanto i fossili hanno da dire, ma anche che la loro storia è stata volontariamente occultata. 7
Ian Tattersall and Niles Eldredge, curatori del Dipartimento di Antropologia del Museo Americano di Storia Naturale a New York, così descrivono come la documentazione sui fossili contraddice la teoria dell'evoluzione:
La documentazione porta alle conclusioni e tutte le prove dimostrano che questa è reale: gli spazi vuoti che vediamo riflettono eventi reali nella storia della vita – non l'artefatto di una misera documentazione sui fossili. 8
Come questi scienziati evoluzionisti affermano, la vera storia della vita può essere vista nella documentazione sui fossili, ma non vi sono forme transitorie all'interno di quella storia.
Anche altri scienziati ammettono l'assenza delle forme transitorie. Rudolf A. Raff, Direttore dell'Istituto di Biologia Molecolare dello Stato dell'Indiana e Thomas C. Kaufmann, Ricercatore alla Università dell'Indiana, scrivono:
La mancanza di forme ancestrali o intermedie tra le specie fossili non è una bizzarra peculiarità della iniziale storia dei metazoi. L'esistenza di spazi vuoti è generale e prevalente in tutta la documentazione sui fossili. 9
Vi sono addirittura fossili conservati di batteri che vissero miliardi di anni fa. Ciò nondimeno, è impressionante il fatto che neanche un singolo fossile di una qualsiasi immaginaria forma transitoria sia mai stato trovato. Esistono fossili di un gran numero di specie, dai batteri alle formiche e dagli uccelli alle piante che generano fiori. Vi sono anche fossili di specie estinte che si sono conservati così bene da permetterci di renderci conto dei generi di strutture possedute da queste specie, una volta abbondantemente diffuse, che però non abbiamo mai viste da vive. L'assenza anche di una singola forma transitoria, in una talmente ricca raccolta di fossili, non dimostra l'insufficienza della documentazione sui fossili, ma solo l'invalidità della teoria dell'evoluzione.
fossile
1-2 : A destra, un fossile di primula. Sopra una primula odierna
3: In basso, una formica di 2 milioni di anni incastonata nell'ambra e, sopra, una formica dei giorni nostri
4: In basso, il fossile più antico scoperto finora di una pianta in fiore.
5: Un fossile di foglia d'acero di diversi milioni di anni e delle foglie d'acero odierne.

Notes

2. Pierre P. Grassé, Evolution of Living Organisms (L'Evoluzione degli Organismi Viventi), New York: Academic Press, 1977, p. 4.
3. Charles Darwin Op. cit., p. 281-283
4. Ibid, Chapter IX, p. 293.
5. Ibid, p. 211 (enfasi aggiunta).
6. Ibid., pp. 291, 292
7. S. M. Stanley, The New Evolutionary Timetable: Fossils, Genes and the Origin of Species (La Nuova Tabella di Marcia Evolutiva: I Fossili. I Generi e l'Origine delle Specie), New York: Basic Books, Inc., 1981, p. 71.
8. Niles Eldredge, Ian Tattersall, The Myths of Human Evolution (I Miti della Evoluzione Umana), New York: Columbia University Press, 1982, p. 59.
9. R. A. Raff, T. C. Kaufman, Embryos, Genes and Evolution: The Developmental Genetic Basis of Evolutionary Change (Gli Embrioni, i Generi e l'Evoluzione: La Base Genetica dello Sviluppo del cambiamento evolutivo), IN: Indiana University Press, 1991, p. 34.

Quali Forme Dovrebbero Assumere Le Specie Transitorie?

Quali Forme Dovrebbero Assumere Le Specie Transitorie?

Nei capitoli seguenti saranno esaminate quelle specie ancora viventi che, secondo quanto affermano gli evoluzionisti, rappresentano le connessioni transitorie, e si dimostrerà che invece non lo sono affatto, ma che sono piuttosto uniche e perfette creature viventi senza difetti, in possesso di tutte le caratteristiche di una specie a sé stante. Ma prima, comunque, è necessario riflettere su cosa queste connessioni transitorie dovrebbero essere – secondo le predizioni della teoria dell'evoluzione.
Ricordiamoci come, secondo la teoria, ogni connessione transitoria ha avuto origine. Dei fattori esterni come gli effetti di irradiazioni o di reazioni chimiche producono dei cambiamenti al DNA degli esseri viventi. Si ottengono, come risultato, delle mutazioni nell'organismo vivente che portano a vari cambiamenti sia fisici che anatomici. Secondo la teoria dell'evoluzione, quando una specie è ripetutamente soggetta a mutazioni, succedutesi nel corso di molte generazioni, può succedere che si trasformi in un'altra specie completamente diversa. Sempre secondo la teoria dell'evoluzione, la selezione naturale sceglie le mutazioni più utili, le combina insieme per creare così, gradualmente, una struttura biologica del tutto nuova. Questo è un breve sommario di quanto viene affermato nella teoria dell'evoluzione sull'origine delle specie.
In realtà, invece, le mutazioni succedono a casaccio e di solito hanno effetti nocivi sull'organismo vivente interessato. Quando non sono addirittura distruttive, le mutazioni comunque non portano alcun beneficio. Finora non è stata ancora identificata una singola situazione in cui una mutazione comporti qualche giovamento. Per questa ragione, è impossibile che le mutazioni portino dei vantaggi alle specie viventi, ed aumentino le loro probabilità di riproduzione e di trasferimento dei geni così alterati. In particolare, è impossibile che riescano a trasformare una specie vivente in un'altra diversa e con nuove caratteristiche, procedendo in fasi incrementali e cominciando dalla fase più semplice, senza danneggiare l'intera struttura dell'essere vivente o la integrità delle sue funzioni, e senza rendere considerevolmente più difficoltosa la sua vitalità.
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Secondo la teoria dell'evoluzione, le specie si sono sviluppate una dall'altra a mezzo di minuscoli cambiamenti. Se questo fosse veramente avvenuto, come affermano gli evoluzionisti, allora si sarebbero dovute trovare delle creature di forme transitorie. Ma di queste non vi è alcuna traccia.
Dato che le mutazioni sono casuali ed involontarie, esse non possono costruire, con manovre in sequenza, un polmone che permetta ad un pesce di spostarsi dal mare alla terra. E neanche possono, immediatamente oppure gradualmente, trasformare le pinne di quel pesce in gambe capaci di sostenerne il peso sull'asciutto, o permettergli di camminare confortevolmente senza traballare. Il risultato a cui portano le mutazioni sono delle strutture stranamente deformi – un qualcosa tra branchie e polmoni, pinne e zampe, squame e piume, piedi ed ali, una postura a quattro zampe ed una eretta, menomata e con molte anomalie..
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a sinistra: Una dei Milioni Di Forme Di Piedi Complete Incontrate (Figura: 5)
mano destra: Forme Transitorie Difettose Che Dovrebbero Esistere, Secondo Gli Evoluzionisti, Ma Che Invece Non Esistono (Figure: 1-4)
Gli evoluzionisti, inoltre, ipotizzano che questo processo debba durare milioni di anni. E pertanto il numero di tali deformi individui transitori sarà molto più grande del numero delle specie completate, e quindi i fossili di quegli individui che passano da una specie all'altra, dovrebbero essere quelli che si trovano con più frequenza. Secondo le affermazioni degli evoluzionisti, ogni specie che vediamo al giorno d'oggi e, fino nel loro più piccolo dettaglio, ogni struttura di tali specie, dalle orbite degli occhi fino alle caviglie, dalle sottili ossa delle dita alla forma del cranio, dalla forma della cassa toracica al numero di vertebre – tutte hanno avuto origine gradualmente come risultato di mutazioni causali. Questo significa che ogni organo, arto o componente della specie sia stato anch'esso formato in varie fasi fino a che la forma finale di tale specie è alla fine emersa completata.
evoluzionisti
 
Forme Transitorie Immaginarie, Come Queste Qui Sopra, Non Sono Mai Esistite.


alto:
1, 2, 3, 4, 5: Gli Evoluzionisti Sostengono Che Le Cose Viventi Hanno Raggiunto La Loro Forma Attuale In Vari Stadi. Ma Neanche Un Singolo Esempio Di Unaformatransitoria È Stato Mai Trovato.
6: Unalibellula Di Oggi Con La Sua Struttura Senza Difetti
7:Un Fossile Di Libellula, Di Circa 355-295 Milioni Di Anni, È Identico Agli Esemplari Odierni
medio:
1, 2, 3, 4: Forme Transitorie Immaginarie Che Gli Evoluzionisti Affermano Debbano Essere Esistite
Tutte le cose viventi che si trovano nella documentazione sui fossili sono complete e senza difetti. Nessuna di queste è ad uno stadio di transizione, come si vede in questa figura. E ciò è una importante prova che l'evoluzione non ha mai avuto luogo.
5: Un Fossile Di Uccello Completo
Si consideri il teschio, per esempio. Tutte le creature di oggi, e tutte quelle che vissero una volta in passato, presentano dei teschi integri, omogenei, simmetrici e senza alcuna deformità. Secondo le affermazioni degli evoluzionisti, però, i teschi si sarebbero dovuti trasformare nella loro forma finale dopo vari tentativi, una fase intermedia dopo l'altra. In quel periodo pertanto avrebbero assunto un gran numero di forme asimmetriche prima di arrivare alla loro sembianza simmetrica finale. Fino a quel momento allora, miliardi di forme imperfette si sarebbero dovute preservare – per esempio, con una preponderanza verso il lato destro, con la mascella volta più a destra o più a sinistra, con il naso più vicino alla bocca, con un' orecchio più indietro dell'altro, con un'orbita dell'occhio più alta e più a sinistra dell'altra, eccetera. In alternativa, una quantità di ossa inutili o non necessarie avrebbero dovuto apparire su quei teschi, per poi scomparire qualche generazione più avanti, dato che non servivano a niente. Eppure neanche uno di tali teschi transitori è presente nella documentazione sui fossili. I teschi ritrovati sono tutti perfetti e simmetrici, proprio come lo sono adesso. Gli spazi tra le aperture, dove risiedono gli organi come gli occhi, le orecchie ed il naso, sono anch'essi simmetrici e regolari.
skulls
Come Quelli Incorniciati, Tutti I Teschi Umani Sono Simmetrici, Regolari E Completi.
Al Contrario Di Quanto Gli Evoluzionisti Si Aspettavano, Non Vi È Traccia Alcuna Nella Documentazione Sui Fossili Di Teschi Difettosi, Asimmetrici Come Quelli Non Incorniciati E Deliberatamente Forgiati
Come si può notare dalle illustrazioni, tutti i teschi conosciuti sono completamente formati e regolari, e non mostrano alcuna caratteristica transitoria. Non importa a quale specie appartengono, tutti hanno delle strutture perfette, senza alcun segno di essere delle forme completate a metà. Questi teschi non hanno avuto origine a causa di mutazioni casuali, né hanno ritenuto tratti distintivi di una qualsiasi transizione da una specie all'altra. Proprio come gli esseri viventi del giorno d'oggi. Se la teoria dell'evoluzione fosse vera, allora vi dovrebbero essere fossili con dei teschi storti, senza forma e deformati come quelli illustrati nella pagina precedente. Ma non vi è traccia di tali fossili in uno qualsiasi degli strati terrestri, in qualunque parte del mondo. E questo definitivamente smentisce quanto si afferma nella teoria dell' evoluzione.
Per dare un'idea ancora più completa di quante forme stravaganti ed eccentriche dovrebbero poter essere reperibili nella documentazione sui fossili, è necessario concentrarsi sul concetto evoluzionista della coincidenza. Secondo la teoria, le forme transitorie ebbero origine piuttosto inconsapevolmente, totalmente per caso. Ad esempio, una mutazione casuale ha un qualche effetto sulla struttura genetica di una creatura, e di conseguenza un certo numero di cambiamenti avvengono nella struttura del suo corpo. Questa mutazione comunque non altera del tutto la struttura genetica dell'essere vivente. Per esempio, mentre le sue zampe posteriori vengono interessate, il suo teschio può rimanere lo stesso di prima. Quali che siano i geni con cui la mutazione impatta, vi sarà un cambiamento solo nella struttura o negli organi controllati da quei particolari geni. Questa è una fantasia di cose fatte un po' alla volta che non succederanno mai.
Come sappiamo, tutte le caratteristiche possedute dagli esseri viventi sono nascoste all'interno del loro DNA, che è analogo ad una banca dati enciclopedica che consiste di miliardi di unità, o lettere. Mutazioni casuali che abbiano un effetto su tali lettere non possono rendere quell'informazione più utile, dato che le mutazioni sono prive di intenzioni coscienti. Per questa ragione le mutazioni arrecheranno sempre danno ai dati, e mai li miglioreranno.
antilope
1- Una immaginaria forma Transitoriadi Unaantilope Che Non Compare Nella Documentazione Sui Fossili
2- Un Teschio Di Antilope Regolare
3-Un Antilope Con Corna Complete, Simmetriche E Senza Difetti
Se l'origine delle cose viventi fosse stata davvero il risultato di mutazioni casuali, come ci vogliono far credere gli evoluzionisti, allora fino a che, ad esempio, le corna di un rinoceronte o di un cervo spuntassero, vi sarebbero dovute essere nel frattempo innumerevoli corna deformate o dall'aspetto insolito. E queste sarebbero inevitabilmente comparse nella documentazione sui fossili. Ma tutte le corna in tale documentazione sono interamente e perfettamente formate.
Le mutazioni che sorgono inconsapevolmente non possono dare forma ad una nuova, perfetta struttura. La danno sempre a strutture deformi, distorte e deficienti. Le mani dell'uomo, secondo la teoria dell'evoluzione, sono l'opera di mutazioni casuali – che in effetti non potrebbero aver dato forma a delle mani come le nostre, che sono esteticamente piacevoli, funzionali, capaci di scolpire delle statue, di afferrare, e di percepire col tatto.
Fino al raggiungimento del livello ideale (livello che per loro è in effetti impossibile da raggiungere), le mutazioni dovrebbero originare una sequenza di mani, braccia, piedi e gambe deformi. Ad esempio, ogni dito avrebbe bisogno di passare attraverso milioni di fasi prima di arrivare alla lunghezza che ha adesso. Secondo le affermazioni degli evoluzionisti, ogni generazione si cimenterà in una grande quantità di sequenze di prove, al fine di produrre delle dita dai polsi, e fino a che queste non siano posizionate nell'ordine corretto.
Se si buttano alla rinfusa su un tavolo le tavolette con le lettere del gioco dello Scarabeo, non ci si può aspettare che esse si mettano bene in fila da sole per costruire parole, o addirittura frasi, che abbiano un senso. E neanche ci si può aspettare che questo succeda con le mutazioni casuali, e che si formino così mani o dita, ossa di braccia o di gambe, in un qualche ordine regolare, funzionale ed estetico.
hands
Se La Teoria Dell'evoluzione Fosse Vera Allora Dovremmo Frequentemente Trovare, Nella Documentazione Sui Fossili, Delle Strutture Di Mani E Braccia Difettose E Peculiari, Del Genere Di Quello Illustrato. Matutte Le Forme Di Mani E Braccia Conosciute Sono Straordinariamente Funzionali E Regolari.
Per esempio, le ossa del piede sono state disegnate apposta per permettere che si cammini nel miglior modo possibile, senza affaticamento, e che si senta il meno possibile il carico del corpo sovrastante. L'arco del piede supporta queste ossa affinché possano contrastare il peso del corpo. Per questa ragione le piante dei piedi che hanno degli "archi appiattiti" (i famosi piedi piatti) hanno problemi per camminare. Se si accettano come se fossero corrette le affermazioni degli evoluzionisti, le ossa del piede avrebbero dovuto attraversare un infinito numero di fasi prima di raggiungere l'attuale stato ideale. Ma in effetti, nella documentazione sui fossili, si vedono sempre dei piedi interamente formati e senza difformità, e mai dei piedi che appartengano a queste teoriche fasi transitorie.
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1-4: Immaginarie Strutture Difettose Di Ossa Di Piedi Che Non Si Trovano In Nessuna Parte Della Documentazione Sui Fossili
Le immaginarie strutture difettose di piedi illustrate qui sopra (figure: 1-4), se fossero vere, impedirebbero ad un uomo la possibilità di camminare o addirittura di assumere una posizione eretta. Ma tutti i fossili conosciuti di ossa di piedi possiedono una struttura ideale. Non si sono mai viste anomalie di questo tipo.
5: Un Osso Di Piede Regolare (Figura: 5)
Secondo le affermazioni degli evoluzionisti, anche fasi di difformità della spina dorsale si dovrebbero reperire nella documentazione sui fossili. La spina dorsale dell'uomo, che consiste di 33 piccole ossa rotonde, conosciute come vertebre, posizionate una sull'altra, è di una vitale importanza per ogni vertebrato, non solo per l'uomo. La spina dorsale sostiene tutto il peso della parte superiore del corpo umano. La sua forma ad S permette una distribuzione bilanciata di tale peso. Ad ogni passo mentre si cammina, una forza contraria si attiva dal suolo in contrasto al peso corporale. Grazie alla funzione di ammortizzamento svolta dalla spina dorsale, con la distribuzione del peso dovuta alla sua forma curva, la spinta proveniente dal suolo non danneggia il corpo. Infatti se non fosse per questo effetto ammortizzatore e la forma ad S, quella spinta sarebbe trasferita direttamente al teschio, e la parte superiore della colonna vertebrale ne deteriorerebbe la base fino a penetrare nel cervello. Tutte le vertebre delle spine dorsali delle creature rappresentate come presunte progenitrici dell'uomo, sono straordinariamente regolari. I vertebrati più antichi che si conoscono, i pesci del periodo Cambriano, e di tutti quei vertebrati di mare e di terra che sono apparsi in seguito, posseggono regolari strutture spinali, uniche nel loro genere per la forma del loro corpo. Non vi sono forme transitorie tra nessuno di loro.
skulls
1-3: Forme Difettose Immaginarie Di Spina Dorsale (Figure. 1-3)
L'attuale spina dorsale umana è estremamente regolare e di un disegno ideale e flessibile tale da mantenere il corpo in posizione eretta. Non vi è traccia riscontrabile di spine dorsali di transizione che gli evoluzionisti affermano debbano essere esistite.
4: Effettiva Spina Dorsale Umana (Figura: 4)
Ma ancora secondo la teoria dell'evoluzione, il caso dovrebbe aver prodotto centinaia di migliaia di forme transitorie fino ad arrivare a queste vertebre di forma perfetta. Fino a che la curvatura ad S non si raggiunse negli uomini, per esempio, avrebbero dovuto esistere un gran numero di forme transitorie, fino a quando cioè la spina dorsale non si impattava più con l'osso del teschio. Le 33 componenti della colonna vertebrale umana non avrebbero potuto avere origine tutto ad un tratto, ma avrebbero dovuto essere costruite, fase dopo fase, nel corso di migliaia di generazioni. Di questi sviluppi incrementali, naturalmente, ne sarebbe dovuta rimanere almeno qualche traccia nella documentazione sui fossili, e si sarebbero anche dovuti trovare dei fossili molto antichi con due, o cinque, o dodici vertebre. Quello che invece si trova nella documentazione sono dei vertebrati con strutture e sembianze perfettamente adatte alla forma del loro corpo. In termini di forma e struttura, nessuno di loro è mal formato, difettoso, o incompleto. Al contrario, sono tutti perfetti. In tutta la documentazione sui fossili non si sono mai viste delle spine dorsali transitorie del tipo che si vede nelle illustrazioni più sotto.
skulls
1-5: Se lo sviluppo attraverso vari stadi proposto dagli evoluzionisti avesse veramente avuto luogo, allora avrebbero dovuto esserci dei vertebrati iniziali, con due o cinque vertebre, come quelli qui sopra. Ma non vi è traccia di tali specie nella documentazione sui fossili. Al contrario, tutte le spine dorsali conosciute possiedono forme perfette, come quelle odierne.
Tutte le specie, viventi oppure estinte ed incluse nella documentazione sui fossili, sono presenti completamente formate e nel loro stato più perfetto. Le specie che gli evoluzionisti presentano come forme transitorie non esibiscono alcuna delle caratteristiche di tali anatomie in fase di evoluzione. Non hanno organi o strutture mancanti o formate a metà durante una fase intermedia. Né ve ne sono nei loro teschi, nelle loro spine dorsali, nelle loro mani o nei loro piedi. Tutte gli esseri viventi esistono nel loro stato più perfetto.
fossile
1: Un fossile di Archaeopteryx di 150 milioni di anni
2: Gli evoluzionisti affermano che l'Archaeopteryx, mostrato qui a sinistra, sia una forma transitoria, ma è stato invece provato che si tratta in effetti di un uccello del tutto idoneo al volo.
3: Un fossile di celacanto di 410 milioni di anni
4: Il "fossile vivente" celacanto, ancora in vita oggi, è un pesce completamente formato.
Le cose viventi che gli evoluzionisti sostengono rappresentino le forme di transizione, sono in effetti delle specie con strutture complete e senza difetti. Non hanno assolutamente alcuna caratteristica transitoria
Non vi sono precursori fossilizzati di libellule, gufi o civette, pesci o scoiattoli, ad esempio, negli strati terrestri. Non vi sono strani fossili che vagamente richiamino alla mente le libellule, che somiglino un po' ad un gufo, o che presentino anche parziali sembianze, proprie di altre specie successive. Tutti questi fatti dimostrano che è pura fantasia l'affermazione della teoria dell'evoluzione che gli esseri viventi si sono sviluppati attraverso delle fasi nel corso di milioni di anni. Nonostante tutti gli studi e le ricerche di prove condotte dagli evoluzionisti durante circa un secolo e mezzo, neanche una singola prova, a sostegno delle loro affermazioni, è stata mai trovata.
natura
 
Egli ha creato i cieli e la terra secondo verità. Egli è ben più alto di ciò che Gli associano. Creò l'uomo da una goccia di sperma, ed eccolo manifesto oppositore. Creò le greggi da cui traete calore e altri vantaggi e di cui vi cibate. E come è bello per voi, quando le riconducete [all'ovile] e quando uscite al pascolo .
(Surat An-Nahl, 3-6)

L'esplosione Cambriana: Una Confutazione Paleontologica Del Darwinismo

L'esplosione Cambriana: Una Confutazione Paleontologica Del Darwinismo

Darwin ha suggerito che gli esseri viventi sono discendenti di un singolo comune progenitore e che si differenziarono gradualmente l'uno dall'altro. Se fosse veramente così, allora proprio all'inizio avrebbero dovuto aver origine degli esseri viventi molto semplici – e tra loro simili. E, sempre secondo la stessa affermazione, il modo in cui le specie gradualmente si separarono e si distinsero l'una dall'altra, ed anche l'aumento della loro complessità, avrebbe dovuto aver luogo nel corso di un periodo molto lungo.
In breve, secondo il Darwinismo, ogni grafico dell'evoluzione dovrebbe somigliare ad un albero, che nasce da una singola radice ma che poi si divide in rami separati, che mano a mano si distanziano sempre di più. Questa ipotesi infatti viene insistentemente messa in evidenza nei documenti originali Darwinisti, e l'immagine dell'Albero della vita viene usata frequentemente. Secondo la metafora di questo albero, anche tutti i ceppi-tipo (phyla) – gli elementi base di classificazione delle categorie degli esseri viventi secondo la conformazione dei loro corpi – avrebbero dovuto emergere gradualmente.
Secondo il Darwinismo, sarebbero apparse dapprima le specie più piccole e più semplici per dare origine ad un ceppo-tipo (phylum) nel corso del tempo. Altri phyla sarebbero poi alla fine emersi, con molta gradualità, a causa di una sequenza di minuscoli cambiamenti. Secondo questa ipotesi, avrebbe dovuto esserci un graduale aumento del numero di phyla animali.
La documentazione sui fossili, però, dimostra che queste supposizioni non sono corrette. Al contrario di quanto affermano gli evoluzionisti, sin da quando ebbero origine i membri del regno animale sono sempre stati molto differenti uno dall'altro, ed anche molto complessi. Tutti i phyla oggi conosciuti – ed anche altri – apparvero sulla Terra allo stesso tempo, durante l'era geologica conosciuta come il Periodo Cambriano.
trilobite
Un fossile di trilobite di 545 milioni di anni
Questo periodo, durante il quale emersero tutti i phyla animali ora conosciuti, è un'era geologica durata circa 65 milioni di anni e che ebbe luogo tra 570 e 505 milioni di anni fa. Eppure il lasso di tempo durante il quale quasi tutti i phyla conosciuti ebbero origine, è solo un intervallo molto breve dello stesso Periodo Cambriano, e si calcola che non sia durato più di 10 milioni di anni. In termini geologici, davvero un brevissimo tempo!
L'improvvisa apparizione della vita, in tutte le sue varietà e con tutte le sue differenti strutture dei corpi, in un spazio di tempo talmente breve, è del tutto all'opposto di ciò che il Darwinismo si aspettava. Il modo in cui un certo numero di phyla emersi durante il Periodo Cambriano si sia successivamente estinto, assieme alla mancata nascita di altri nuovi phyla, rinforza questa contraddizione. La vita non si è ampliata incrementandosi fino a gravarsi di un numero di varietà ancora più grande, come ci vorrebbero far credere gli evoluzionisti. È piuttosto iniziata in molte forme differenti, il cui numero si è poi sempre più assottigliato.
Uno dei più eminenti critici del Darwinismo nel mondo, il Professor Philip Johnson dell'Università della California, descrive così questi eventi, in evidente contraddizione del Darwinismo:
La teoria Darwinista preannuncia un "cono di diversità in aumento," come il primo organismo vivente, o la prima specie animale, che gradualmente e continuamente si diversifica creando così i vari livelli dell'ordine tassonomico. La documentazione sui fossili animali, invece, somiglia di più ad un cono a testa in giù, con tutti i phyla presenti all'inizio che man mano diminuiscono di numero. 10
Come fa notare Johnson, lungi dal concetto che i phyla fossero emersi in varie fasi, tutti ebbero invece origine d'un tratto, ed alcuni di loro si estinsero durante i periodi seguenti. Nella prima parte del Periodo Cambriano vi erano solo tre phyla, tutti consistenti in forme di vita con cellule o singole, o raggruppate in piccole quantità. In pieno Periodo Cambriano, invece, emersero di colpo da 60 a 100 differenti phyla animali. Un certo numero di questi si estinse nel periodo seguente, e solo alcuni sono sopravvissuti fino al giorno d'oggi.
Il giornalista scientifico Roger Lewin così si riferisce a questa straordinaria situazione, che toglie il terreno sotto i piedi a tutti i Darwinisti, per ciò che riguarda la storia della vita:
Descritta recentemente come "l'evento evolutivo più importante durante l'intera storia dei Metazoi," l'esplosione Cambriana ha virtualmente stabilito tutte le maggiori forme animali – Bauplane o phyla – che sarebbero esistite da allora in poi, ivi incluse molte di quelle che furono poi "estirpate" e si estinsero. Confrontate con i circa 30 phyla ancora esistenti, alcune persone stimano che l'esplosione Cambriana possa averne generato fino a 100. 11
Il Professore Emerito di biologia integrativa James W. Valentine, i paleontologi Stanley Awramik, Philip W. Signor, e Peter Sadler così commentano l'esplosione Cambriana:
I taxa (famiglie-specie) riconosciuti come ordini durante la transizione [Precambriana-Cambriana] appaiono senza connessione ad un clado (ramo) ancestrale a mezzo di un fossile intermedio. Questa situazione è in effetti tipica per la maggioranza degli ordini invertebrati anche durante il rimanente periodo dei Fanerozoni (fauna mediterranea). Non vi sono catene di taxa che portino gradualmente da una condizione ancestrale ad un nuovo tipo di corpo ordinale. 12
Darwin era al corrente della ricca varietà di forme di vita che emersero d'un tratto durante il periodo Cambriano. Anche se non così chiara come lo è oggi, la straordinaria situazione durante il periodo Cambriano gli si era palesata, e Darwin l'aveva riconosciuta come una grande difficoltà che la sua teoria doveva affrontare. E così infatti ne scrisse nel libro Sulla Origine delle Specie:
Vi è un'altra difficoltà, che è molto più seria. Alludo al modo in cui le specie appartenenti a molte delle principali divisioni del regno animale, appaiono d'un tratto nelle pietre fossilifere più basse conosciute [dell'età Cambriana].13
Darwin considerò il Periodo Precambriano come l'unico mezzo per fare il conto – dal punto di vista dell'evoluzione – degli esseri viventi che emersero d'un tratto, da quel momento in poi, durante il periodo Cambriano. Se nel periodo Precambriano vi fosse stata una gran quantità di differenti e complessi gruppi viventi, allora egli avrebbe affermato che questi erano i progenitori delle specie viventi del Cambriano.
E Darwin disse,
Di conseguenza, se la mia teoria fosse vera, è incontestabile che, prima che si depositasse il più basso strato Siluriano, siano passati dei periodi lunghi almeno quanto, o probabilmente molto di più, l'intero intervallo dall'età Siluriana al giorno d'oggi; e che durante questi ampi, ma piuttosto sconosciuti, lassi di tempo, il mondo brulicasse di esseri viventi. 14
Di fronte alla possibilità che non si fosse trovata alcuna traccia di esseri viventi nel periodo Precambriano, Darwin prospettò che la documentazione sui fossili fosse insufficiente, e che l'estremo calore e la pressione esercitata dagli strati sovrastanti avessero distrutto i fossili più antichi. 15
Facendo assegnamento su degli studi inadeguati, Darwin confezionò scuse come questa nel suo libro Sulla Origine delle Specie. Ai tempi nostri, comunque, la documentazione sui fossili e la stratificazione geologica sono state sufficientemente studiate, ed alvei di fossili più vecchi del Cambriano sono stati trovati ed esaminati. Lo stato attuale di conoscenza del Precambriano è molto più attendibile di quello posseduto da Darwin.
fossili
La regione degli alvei fossili dello scisto di Burgess nella provincia Canadese della Columbia Britannica
1- Un bruco vellutato
2- Un trilobite somigliante ad un gamberetto
3- Un hyolithid
4- Una larva con spina dorsale rigida
5- Una larva pelosa
6- Un organismo somigliante ad un batrak
I paleontologi hanno scoperto delle rocce Cambriane con alvei ricchi di fossili ben conservati nel Galles, in Canada, in Groenlandia ed in Cina. Invece di risolvere il dilemma che turbava Darwin, le relativamente grandi quantità di fossili Cambriani e Precambriani gli hanno portato altri dilemmi, del tutto nuovi. Al punto che, in effetti, la maggioranza dei paleontologi, tra cui eminenti evoluzionisti, sono convinti che i maggiori gruppi animali siano emersi durante la prima parte del periodo Cambriano, e che evidentemente non vi furono predecessori.
Anche nelle pubblicazioni evoluzioniste, a questo fenomeno ci si riferisce come "L'Esplosione Cambriana" ed "Il Big Bang Biologico."

Tentativi Di Salvare Il Darwinismo Nonostante L'esplosione Cambriana

Nonostante che Darwin fosse a conoscenza che fossili di "nuove" specie apparvero d'un tratto durante il Periodo Cambriano, la piena consapevolezza di quanto tale questione fosse importante, e di quanto grande ne fosse l'ambito, non fu raggiunta fino al 1980. La portata della esplosione Cambriana si palesò quando i paleontologi Harry B. Whittington, Derek Briggs e Simon Conway Morris riesaminarono i fossili trovati nel Burgess Shale (Scisto di Burgess) nella Columbia Britannica in Canada. Nel 1980 furono anche scoperte altre due regioni ricche di fossili, somiglianti al Burgess Shale: la Sirius Passet nella Groenlandia del Nord e la Chengjiang nel Sud della Cina. Fossili di esseri viventi completamente differenti, che erano emersi dapprima durante il periodo Cambriano, furono trovati in ambedue tali regioni. I fossili del Chengjiang erano i più vecchi ed i meglio conservati, e contenevano anche i primi vertebrati.
Nella edizione del febbraio 1999, della ben nota pubblicazione scientifica Trends in Genetics (TIG) sono state discusse le scoperte dei fossili del Burgess Shale, ed è stata anche accettata la convinzione che tali scoperte non potessero essere spiegate in termini di teoria dell' evoluzione:
Può sembrare strano che dei fossili pervenuti da una piccola zona, non importa quanto eccitante, possano essere al centro di un feroce dibattito su tali ampie controversie di biologia evoluzionista. La ragione è che gli animali proruppero nella documentazione sui fossili in una profusione sorprendente durante il Cambriano, apparentemente provenienti da nessuna parte. Sempre più precise datazioni radiometriche, e nuove scoperte di fossili, hanno solo affinato il concetto di repentinità e di grande portata di questa rivoluzione biologica. La vastità di questo cambiamento nel biota della Terra richiederebbe una precisa spiegazione. Ma anche se molte ipotesi sono state avanzate, si è arrivati alla conclusione generale che nessuna di esse è interamente convincente.16
Queste idee, nessuna delle quali è "del tutto convincente," sono quelle dei paleontologi evoluzionisti, i quali offrono delle spiegazioni forzate pur di difendere la teoria dell'evoluzione, a dispetto di quanto si è reso evidente con l'esplosione Cambriana. Ma rimane comunque il fatto che non sono capaci di far accettare questi alibi, neanche tra loro stessi.

La Giustificazione Evoluzionista Che La Documentazione Sui Fossili È Insufficiente E Frammentaria

La prima scusa che gli evoluzionisti hanno fornito per la esplosione Cambriana, è stata che la documentazione sui fossili fosse insufficiente. Hanno poi suggerito che, a causa della età avanzata, la maggioranza dei fossili degli esseri viventi nel periodo Precambriano non si sia preservata, e che pertanto i resti fossili di quelli che invece sono "sopravvissuti" dopo di loro danno l'impressione che gli esseri viventi in quel periodo fossero emersi tutto d'un tratto.
Il fatto è, invece, che la documentazione sui fossili non è carente, come vorrebbero far credere gli evoluzionisti. Con gli scavi eseguiti finora, molti strati appartenenti all'ultima parte del Precambriano, ed al Cambriano stesso, sono stati individuati. Ed i paleontologi si sono convinti che, se i progenitori degli esseri viventi nel Cambriano fossero esistiti nel Precambriano, allora se ne sarebbero già trovati i fossili. Secondo i paleontologi James W. Valentine dell'Università della California e Douglas Erwin, dello Smithsonian Institute, la documentazione sui fossili del periodo Cambriano è completa come quella sui fossili degli strati più recenti, che presentano anche caratteristiche ed intervalli di tempo simili.
Ciononostante, comunque, Valentine ed Erwin arrivano alla conclusione che i progenitori delle forme transitorie sono sconosciuti. "L'esplosione e reale; ed è troppo vasta per essere dissimulata con la scusa di imperfezioni nella documentazione sui fossili." 17
In un articolo del febbraio 2000, i geologi Britannici M. J. Benton, M. A. Wills e R. Hitchin hanno scritto che "i fossili più datati sono adeguati a raccontare gli eventi importanti nella storia della vita," 18 rendendo noto così che non è il caso di usare come una scusa la presunta inadeguatezza della documentazione sui fossili.

La Giustificazione Evoluzionista Che Non Vi Sono Fossili Di Esseri Viventi Minuscoli E Con Strutture Del Corpo Non Rigide

Un'altra scusa, che gli evoluzionisti hanno fornito riguardo la esplosione Cambriana - ed ugualmente invalida – è che esseri viventi minuscoli e con strutture del corpo non rigide non hanno lasciato dei fossili. Secondo questo ragionamento, i progenitori dei phyla animali non si trovano nel Precambriano dato che essi erano molto piccoli e mancanti di strutture corporali consistenti, e perciò non se ne trovano i fossili. Ma questo non è certamente il caso: vi sono numerosi fossili di organismi non rigidi. Quasi tutti i fossili trovati nelle Colline Ediacara in Australia, ad esempio, sono di esseri viventi di questo tipo. Nel suo libro del 1998 The Crucible of Creation, Simon Conway Morris scrive che "Prima di tutto, negli organismi Ediacarani non vi è evidenza di parti scheletriche dure. … I fossili Ediacarani danno l'impressione di essere veramente di corpi molli." 19 Lo stesso risulta in alcuni fossili del periodo Cambriano. Ad esempio, vi è un certo numero di fossili di esseri viventi di questo tipo nel Burgess Shale. Secondo Conway Morris, "questi fossili eccezionali rivelano non solo le loro sagome ma qualche volta anche i loro organi interni come l'intestino ed i muscoli." 20
fossili
Un Artropode (a sinistra) ed una creatura somigliante ad un lumacone (a destra) trovate nello scisto di Burgess
Perché sia chiaro che la fossilizzazione non è un processo tanto difficoltoso, si ricordi che sono stati addirittura trovati fossili di batteri: Dei micro-fossili di batteri sono stati scoperti in strati sedimentari di rocce datate più di tre miliardi di anni fa!
In breve, i progenitori evolutivi delle forme di vita che emersero nella Esplosione Cambriana non sono stati trovati nel Periodo Precambriano, ma non perché queste forme di vita avessero una struttura corporale non rigida.
In conclusione, gli evoluzionisti non sono capaci di trovare una qualunque scusa per la Esplosione Cambriana. Questa subitanea apparizione della vita sulla Terra è la prova che la teoria dell'evoluzione è sbagliata.

L'esplosione Cambriana È Una Prova Della Creazione Di Dio

Più si esamina la Esplosione Cambriana e più diventa evidente il grave dilemma che ciò rappresenta per la teoria dell'evoluzione. Recenti scoperte dimostrano che quasi tutti i phyla, le categorie alla base della vita animale, emersero d'un tratto durante il Periodo Cambriano. Un articolo, pubblicato sulla rivista Science nel 2001, afferma che, "l'inizio del Periodo Cambriano, circa 545 milioni di anni fa, vide la subitanea apparizione nella documentazione sui fossili di quasi tutti i principali tipi di animali (phyla) che dominano ancora oggi il biota." 21
Nello stesso articolo si spiega anche che per poter spiegare forme di vita così diverse e complesse, in termini di teoria dell' evoluzione, bisogna trovare alvei fossili di periodi precedenti che rivelino uno sviluppo molto ricco e graduale. Ma questo è fuori questione: "Questa evoluzione differenziale, ed anche dissipamento, deve aver richiesto una storia preliminare del gruppo per il quale non esiste una documentazione sui fossili." 22
Lo scenario svelato dai fossili del Periodo Cambriano, da una parte dimostra che le supposizioni della teoria dell'evoluzione sono false, mentre dall'altra costituisce una prova importante che gli esseri viventi ebbero origine per mezzo di una Creazione cosciente. Il biologo evoluzionista Douglas Futuyama espone così questo fatto:
Gli organismi o apparvero sulla terra già completamente sviluppati, oppure no. Se non erano ancora sviluppati, allora devono essersi sviluppati da specie preesistenti con un qualche processo di modifica. Se apparvero invece in uno stato pienamente formato, devono essere stati creati da qualche onnipotente intelligenza. 23
trilobit
Un trilobite: una delle complesse cose viventi trovate negli strati Cambriani
Come si è visto, la documentazione sui fossili dimostra che gli esseri viventi non seguirono una progressione da uno stato primitivo ad uno più sviluppato, come ci vorrebbe far credere la teoria dell' evoluzione. Gli esseri viventi, invece, apparvero d'un tratto, e nel più perfetto stato. Questo, a sua volta, costituisce la prova che la vita ebbe origine non a causa di un processo naturale casuale, ma per mezzo di una Creazione cosciente. Jeffrey S. Levinton, un professore di ecologia ed evoluzione della Università dello Stato di New York, dichiara di accettare queste conclusioni, in un articolo che ha scritto per la rivista Scientific American, dal titolo "Il Big Bang della Evoluzione Animale" dove dice: "Pertanto qualcosa di speciale e di molto misterioso – qualche forza altamente creativa – esisteva allora." 24

Notes

10 Phillip E. Johnson, "Darwinism's Rules of Reasoning(Le Regole del Ragionamento Darwinista),"http://www.arn.org/docs/johnson/drr.htm 
11 Roger Lewin, Science, vol. 241, 15 July 1988, p. 291.
12 James Valentine, Stanley Awramik, Philip W. Signor e Peter Sadler, "The Biological Explosion at the Precambrian-Cambrian Boundary (L'Esplosione Biologica al Confine tra il Periodo Precambriano ed il Cambriano)," Evolutionary Biology (Biologia Evolutiva), Vol. 25, 1991, pp. 279, 281.
13 Charles Darwin, The Origin of Species (l'Origine delle Specie), Capitolo X, London: John Murray, 1859.
14 Charles Darwin, Op. cit., Capitolo IX, p. 313.
15 Ibid. 
16 Gregory A. Wray, "The Grand Scheme of Life (Il Grande Progetto della Vita),"," recensione del The Crucible Creation: The Burgess Shale and the Rise of Animals (Il Crogiolo della Creazione: Il Scisto di Burgess e la Crescita degli Animali) by Simon Conway Morris, Trends in Genetics (Tendenze in Genetica) , febbraio 1999, Vol. 15, no. 2.
17 James W. Valentine et al., "The Biological Explosion at the Precambrian-Cambrian Boundary (L'Esplosione Biologica al Confine tra il Periodo Precambriano ed il Cambriano)," Evolutionary Biology (Biologia Evolutiva), Vol. 25, 1991, p. 318.
18 M. J. Benton, M. A. Wills e R. Hitchin, "Quality of the Fossil Record Through Time (La qualità della Documentazione sui Fossili nel tempo)," Nature, Vol. 403, 2000, pp. 534-536.
19 Simon Conway Morris, The Crucible of Creation(Il Crogiolo della Creazione), Oxford: Oxford University Press, 1998, p. 28.
20 Ibid., p. 2.
21 Richard Fortey, "The Cambrian Explosion Exploded? (L'Esplosione Cambriana è esplosa?)," Science, Vol. 293, no. 5529, 20 luglio 2001, pp. 438-439.
22 Ibid
23 Douglas J. Futuyma, Science on Trial (Scienza alla Prova), New York: Pantheon Books, 1983, p. 197 (enfasi aggiunta).
24 Jeffrey S. Levinton, "The Big Bang of Animal Evolution (Il Big Bang della Evoluzione Animale)," Scientific American, Vol. 267, no. 84, novembre 1992 (enfasi aggiunta).